Suor Palma Porro Cortemiliese D.O.C. 2007

L’Albo d’Oro del “CORTEMILIESE DOC”, si arricchisce quest’anno di una grande protagonista. E’ con grande soddisfazione che assegniamo il premio del 2007 a Suor Palma Porro, religiosa-missionaria cattolica che ha dedicato gran parte della sua vita ai poveri, ai diseredati, a tutti quelli che vivono in condizioni di estrema miseria e precarietà. Suor Palma nasce a Cortemilia il 6 gennaio 1953 da una famiglia contadina molto conosciuta in paese; suo padre, Luigi Porro, è stato per molti anni consigliere comunale, un esempio emblematico di quel mondo contadino semplice, umile, ma di grande cultura e saggezza.

Nel 1972, dopo aver conseguito l’abilitazione magistrale, entra nel Noviziato delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea. Due anni dopo prende i Voti e inizia il suo lavoro a Milano come insegnante di scuola elementare. Nel 1982 si laurea in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e subito dopo ritorna ad Ivrea per insegnare Italiano, Storia e Geografia nella scuola superiore della Castiglia. Più tardi completa i suoi studi religiosi presso l’Università Pontificia Salesiana e l’Università Pontificia Gregoriana e assume l’incarico di Maestra delle Novizie. Alla fine degli anni ’80 parte per la Tanzania dove lavora in collaborazione con la missione cattolica nei villaggi di Veyula (Dodoma) e di Mlyuji. Grazie all’aiuto di tante persone generose, tra cui anche alcuni cortemiliesi, Suor Palma e le sue sorelle riescono a curare, istruire e sfamare tante persone in una delle zone più povere del mondo. Inoltre, nel villaggio di Venula, si costruiscono case e si crea lavoro grazie alla scuola professionale. Dal luglio 2005 Suor Palma Porro è Superiora Generale delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea che ha la sede centrale a Roma ma ha case in diverse parti del mondo: Kenya, Tanzania, Libia, Israele, Libano, Turchia, Albania, Svizzera, Usa, Messico, Argentina. Tutto questo e molto altro rende Suor Palma Porro più che meritevole del nostro modesto riconoscimento di “Cortemiliese doc”.

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